Underpressure
La causa collettiva è cominciata.
Siamo evidentemente sotto pressione, ed una volta sul ring, la pressione si stima tenda ad aumentare.
Ma, come dire, è giunto finalmente il momento, e’ iniziata la partita, quella dove conta il risultato, con arbitro, guardalinee e tutto il resto.
E’ intenzione della redazione non alleggerire tale pressione. Tutt’altro.
Con il passaggio da Wind ad Omnia abbiamo perso moltissimo.
E quando dico moltissimo, tralascio volutamente le perdite economiche nette, altrimenti dovrei rafforzare il superlativo a gesti, laddove le parole non basterebbero.
La tipologia di lavoro che oggi globalmente ci troviamo a svolgere è stata fortemente depauperizzata, appiattita. Le esperienze dei singoli lavoratori maturate in anni sono state livellate alla risposta telefonica. Non si prevedono piani di sviluppo e formazione individuali.
Molti i dimessi, i quali pur di lasciare sul proprio curriculum il marchio Wind come ultima esperienza e pur di lasciarsi alle spalle questa brutta storia, sono migrati verso altre aziende accettando livelli e condizioni economiche globali e contratti inferiori rispetto a quelli che maturarono in Wind.
Il clima interno è peggiorato.
In aggiunta vi è la paura di affrontare il futuro. Omnia fino alla pensione (meglio fino a che dura la commessa, e la vediamo molto grigia), Wind che brucia la terra milanese o suicidio?
Queste le alternative equipollenti che la paura ci mette davanti.
Queste le alternative che prevedono un solo attore che paga i conti di tutte le altre comparse: il dipendente esternalizzato.
Volete che vi dica che vedo altre alternative?
Ve lo dico. Vedo altre alternative. Cerco di non avere paura, di non lasciarmi intimorire dai vari Nostradamus parvenue, e senz’altro rientrare in Wind Telecomunicazioni S.P.A, tanto per rimettere le cose a posto e ricominciare da dove questo incubo è iniziato, e obbligare a far pagare il conto globale a chi di dovere.
Serenamente.
Trasformiamo la paura del fulmine in lampadina, perchè se il futuro è incerto, allora lo è per tutti, anche per coloro che credono di poterlo prevedere, tanto più chiaro si mostra quanto più lo si teme.
Un gruppo di colleghi 275out con mansioni di Staff è stato invitato da Operation Manager e Responsabile Risorse Umane Omnia, settimana scorsa, ad una riunione avente come Odg La Causa.
E’ stato chiesto loro di palesare le proprie posizioni nei confronti della causa intrapresa.
Questa mossa è stata fatta in modo delicato per non dire subdolo. Anzi diciamolo. E’ stata fatta in modo subdolo.
La Responsabile HR Omnia, adduce motivazioni di tipo organizzativo, chiedendo esplicitamente chi di quelli avesse l’intenzione di abbandonare la causa.
Carta e penna alla mano.
Paura eh? Signorina HR, l’uomo pensa e sogna per immagini, non per parole e frasi. Di conseguenza la comunicazione avviene per buona percentuale attraverso un linguaggio non verbale.
Nonostante il suo sorriso forzato ed il suo tono delicato, quelle persone si sono trovate davanti un’immagine agghiacciante. Dovrei mordermi la lingua: le lezioni di comunicazione costano un occhio della testa ed io le impartisco gratis.
Ma non è tutto.
Hr e Operation Manager sono corse a spifferare il malfatto al proprio legale, il quale - si narra fosse vestito come Austin Powers ma con la faccia di Mr Bean - ha cercato di usare quel pezzettino di carta scritto in pessima calligrafia (tremava la mano) bevendosi un caffè con il nostro avvocato, il giorno 20, davanti al tribunale di Monza, prima dell’udienza.
Il serpente che tentò Eva fu più corretto: aveva almeno le sembianze del serpente, non di un Hr.
Il nostro avvocato e noi non andiamo in giro con la foglia di fico.
In questo paradiso mutande di acciaio, signori.
E questo è il punto: non si può lavorare in una azienda in cui il Boss cerca furbescamente di gabbare subdolo e pugnalare alle spalle il proprio staff: figuriamoci il resto; non ci possiamo fidare dei nostri superiori. Un colloquio confidenziale sul nostro futuro con l’azienda per cui lavoriamo è ora altamente sconsigliato. La pressione ed il clima per i corridoi è imbarazzante. Il tutto perchè Wind e Omnia, anche loro hanno paura; perchè non sanno per nulla come sarà il futuro, e questo gli lascia commettere gesti ridicoli.
Seppur brutto e debole, questo è comunque un equilibrio. Un equilibrio reso tale dal rapporto di forza instauratosi con l’impugnazione della cessione.
Assomiglia molto a quella quiete, a quel silenzio strano a cui segue la tempesta.
Abbiamo ricevuto in redazione voci di promesse fatte da Omnia: finita la causa, Omnia non avrà più le mani legate.
Tutti in barca ora che la tempesta incalza, chi si getta a mare pieno di squali prima del sereno è ahimè perduto, la rotta è nota e non si cambia.
Venerdì 23 Novembre 2007 ore 13 - Tribunale di Monza - Piazza Garibaldi - via Vittorio Emanuele II.
Terremo aggiornato il diario di bordo.
In culo alla balena.
73 comments November 22nd, 2007


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