Archive for February, 2007

Quando Quando Quando, Jack?

Cosa hanno in comune la legge 30 e Top of the Pops?
Da un nostro inviato una curiosa tesi, argomentata da prove inoppugnabili.

Metropolitana linea rossa, da Sesto Marelli in direzione Cordusio, pomeriggio di ieri 26 febbraio, dopo lo sciopero, fermata non specificata: a salire sul vagone non è il solito musicista con il violino stonato, cigolante sulle solite note di quella ormai tristemente famosa aria che rieccheggia ovunque ad ogni apertura delle porte.
No. Strano, stranissimo.
Un segno del destino? Il mendicante è tecnologicamente dotato.
Dentro lo zaino ha un mini impianto hi-fi che diffonde il suono pulito di una base insolita per il luogo, veramente insolita, ma a me molto familiare: ‘hit that jive, jack‘, versione di Diana Krall, splendido standard del jazz.
L’artista suona la melodia con il clarinetto. Macchemmusica, maestro: questa è qualità del servizio!
Applausi e monetine come se piovessero.
Ad essere fortunato avrei potuto assistere allo show della lap dancer, ma anche questo non è stato niente male.
La scintilla dell’angoscia, tuttavia, si accende subito nella segatura fine del mio cervello.
E’ quello il nostro destino? Professionisti esperti, di qualità , dotati di skill acquisiti in anni di lavoro lasciati per strada? Anche noi dovremo formare un’orchestra per suonare sotto la metropolitana?
Dovremo forse diplomarci tutti al conservatorio per battere la concorrenza e piegarci a raccogliere le monetine lanciateci distrattamente da un pubblico freddo ed infastidito?
Chiederemo consulenze a McKinsey, per valutare l’andamento del mercato metropolitano?
Quel musicista, ho pensato, deve chiamarsi Jack.
Infatti qualcuno deve avergli intimato:’Hit the road, Jack, and dont’you come back no more, no more, no more’!
Ray Charles, sesto posto in classifica, in salita, sempre più in salita.
E Jack, lo ha fatto.
E per far vedere che è un ottimista egocentrico, porta in scena ‘Hit that jive, Jack‘, new entry questa settimana, al quinto posto stabile.
Studi televisivi di Iceberg, è sera, siamo in diretta.
I politici parlano sul palco non ricordo più da quanto tempo.
Al quarto posto, stabile da tre generazioni, ‘Parole Parole Parole‘, interpretata da Mina.
Due le questioni chiave poste dai 275 :
la modifica della Legge 30 e, soprattutto, zona calda riempipista (terzo posto new entry questa settimana in prepotente salita), ‘Quando quando quando‘ ?, cover di Michael Buble.
Il nostro inviato ha dovuto inseguire gli ospiti uno per uno durante gli stacchi pubblicitari per ottenere risposte.
Non abbiam bisogno di parole“, (Ron al secondo posto in lieve discesa) ha esordito il collega, “bensì di interventi concreti”.
Siamo direttamente chiamati in causa da quella legge fatta per lasciar emergere il lavoro sommerso, a detta del politico di destra.
Pazienza se in base al principio di Archimede, la spinta dal basso è stata appena sufficiente per far sì che l’emersione si fermasse al precariato.
Peccato invece che l’effetto globale produca la regressione verso le medie dell’instabilità : anche noi grazie a questa legge, infatti, flettiamo verso l’incertezza lavorativa.
Il Senatore Rossi è lapidario: “La Legge 30 è assolutamente da eliminare”!
Quanto dista il nostro caso dalla politica? Nulla, ciascuno di noi è la politica.
Coloro che ci rappresentano al governo, invece, in questo caso distano tanto spazio quanto sarà il tempo che impiegheranno a rispondere alla domanda posta da Tony Renis cinquant’anni orsono, e ribadita da noi oggi.
Quando interverrete, nell’interesse di tutti i giovani di questo paese?
Quando riuscirete ad allinearvi alle tempistiche così rapide con cui le aziende mettono in atto le loro pratiche?
Quando passerete dalle parole ai fatti?
Quando, quando, quando?
Scorrono i titoli di coda, incredibile new entry: al primo posto della nostra classifica, dopo anni di assenza dalla scene musicali, tornano a sorpresa i simpatici Jalisse, con “Fiumi di Parole“.
Top of the Pops vi saluta e vi ricorda l’appuntamento con la hit parade della prossima puntata!

17 comments February 27th, 2007

Una giornata intera in piazza


Mattina corteo e manifestazione a Sesto, pomeriggio protesta a Cordusio. La sera in trasmissione ad Iceberg.
Giornata piena, pienissima, per i 275 e per tutti coloro che ci hanno raggiunto al corteo, partito questa mattina dalla sede Wind di Sesto San Giovanni.
La folla, cinque, seicento persone, trafigge la città intasando gli snodi principali di accesso a Milano, e si riversa sotto al Palazzo del Comune di Sesto, dove ad attendere ci sono, tra gli altri, il Sindaco Giorgio Oldrini, Luciano Muhlbauer, Consigliere Regionale Rifondazione Comunista, Giuseppe Nicolini, funzionario UILCOM, Alessandro Genovesi, segretario nazionale SLC CGIL, Tonio Rossa, funzionario Slc di Bologna.
Lo sciopero è riuscito a confermare le attese, come avvenne per il 5 febbraio a Roma, portando in piazza rappresentanze aziendali provenienti da tutto il paese: RomaVeneziaNapoliPalermoGenovaTorinoBolognaEtc.
raggiungendo il 75, 80% di adesioni, come segnalato da fonti ufficiali.

Ma veniamo al sodo.
Da un palchetto approntato si susseguono i discorsi accorati dei nostri Rsu, del Sindaco Giorgio Oldrini, il quale conferma pieno appoggio.
Per una città come Sesto San Giovanni, dal passato storicamente intriso di fabbriche e proletariato, è d’obbligo il pieno sostegno ai 275 ed a tutti i lavoratori del terziario, ribattezzati “nuovi operai”.
Luciano Muhlbauer, così come Alessandro Genovesi, si soffermano sulla necessità impellente di modificare la legge 30, la quale, con le dovute cautele interpretative, offre l’opportunità di chiamare i licenziamenti spalmati nel tempo con il nome di “Cessione di ramo d’azienda”.
Tonio Rossa, il funzionario Slc di Bologna, porta la preoccupazione che si avverte in tutte le altre sedi e reparti: è infatti chiaro che questa operazione non sia circoscritta ai 275, ma sia un banco di prova per procedere verso il compimento di un progetto di esternalizzazione più ampio, utile per il raggiungimento dell’obiettivo di profitto ottenuto dall’erosione del costo del lavoro.
E con Giuseppe Nicolini si ribadiscono le posizioni unitarie di tutte le segreterie, dalla cui voce esce all’unisono una sola parola: NO.
L’appuntamento al tavolo del 5 marzo sarà l’occasione per ribadire la volontà di non trattare.

Ed è solo mezzogiorno e mezzo.
L’assemblea si scioglie per una pausa pranzo, e si riunisce in piazza Cordusio alle 15:30, dove espone cartelli, informa i passanti con i volantini, condivide con la gente il proprio destino ed il proprio impegno determinato a modificarlo, fino alle ore 18:00.
I numeri chiaramente non sono quelli della mattina, ma si contano comunque un centinaio di instancabili.
E come darci torto: mai ci stancheremo di far valere le nostre ragioni, che non a caso si chiamano in questo modo!
Infatti ora sto scrivendo dallo studio di Telelombardia, mentre Iceberg è in onda in diretta e tutto il pubblico indossa magliette rosse dalla scritta sul petto inequivocabile:”Wind, scaricati in un soffio”.
Questa giornata deve ancora finire.

59 comments February 26th, 2007

La Vigilia

Agenda del giorno dello Sciopero
Domani 26 febbraio, giorno dello sciopero, uscirà su Leggo e Metro, edizioni di Milano e Roma, una mezza pagina acquistata direttamente da noi, i 275, che si presenterà così come potete vedere nell’immagine quì sotto.


Nel pomeriggio ricordiamo l’appuntamento del presidio in piazza Cordusio a Milano dalle 15:30 alle 17:30.
Alle 20:30 sintonizzatevi su Telelombardia o sul canale satellitare di SKY 901: siamo stati reinvitati ad “Iceberg”.

Il tema della trasmissione televisiva verterà sulla “CRISI DI GOVERNO” ed in studio saranno presenti come ospiti il Sen. MARIO BALDASSARRI, Alleanza Nazionale e l’ On. MARGHERITA BONIVER, Forza Italia.
In collegamento da Roma Uno: Sen. MANUELA PALERMI, Comunisti Italiani, in collegamento da Antenna 3 Nordest: MASSIMO CACCIARI, Margherita. Ci sarà inoltre Massimo Fini, giornalsita e scrittore. Conduce DAVID PARENZO.
Inoltre riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa (sotto forma di jpg. Sarà posizionato in Rassegna Stampa in pdf)
emesso dalla Camera del Lavoro di Milano, nel quale si ribadiscono
i concetti espressi nel post precedente.

Durante lo sciopero di domani la redazione di questo blog seguirà l’avvenimento dalla piazza, e pubblicherà
la cronaca e le fotografie in diretta, da una postazione mobile.
275out dentro la notizia.

Ci vediamo domattina alle 9:30 davanti al palazzo Wind.

State sintonizzati!

5 comments February 25th, 2007

Comunicato Sciopero Rsu Wind

Comunicato

Sciopero WIND 26 febbraio

Lunedì 26 febbraio i Lavoratori WIND scioperano e manifestano a Sesto S.G. contro l’esternalizzazione del Call Center. Dopo l’alta adesione allo sciopero del 5 febbraio e nonostante l’interessamento dei Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni, l’Azienda continua a perseguire il progetto di cessione di parte del suo core business. Questo nonostante i risultati dichiarati siano positivi: crescita dei ricavi, primo utile registrato dalla Società per circa 56 M€, una significativa crescita del margine operativo lordo (di circa 200M€), piani di stock options offerte alle prime linee dirigenziali, la recente acquisizione, da parte della Proprietà, dell’operatore greco TIM Hellas. Un’Azienda in crisi? Tutt’altro. Wind, Azienda dotata di tutte le licenze TLC, e costruita con enormi capitali (oltre 15 miliardi di €) in gran parte di provenienza pubblica, cioè della collettività, è diventata oggetto di una delle tante operazioni a cui abbiamo assistito in Italia in questi anni di finanziarizzazione dell’economia (il caso Telecom fa scuola). La nuova proprietà, di cui Enel non fa più parte, ha acquisito l’Azienda, in prevalenza, con capitale di debito, che grava sul bilancio di Wind (in sostanza ha comprato l’Azienda in gran parte con i soldi stessi dell’Azienda). Pertanto Wind, che avrebbe necessitato di una forte iniezione di capitali, perché già molto indebitata, si è invece ritrovata un ulteriore pesante fardello da sopportare.

Il nuovo management, a fronte di un enorme debito da ripagare, dichiara una capacità di investimento che appare limitata e compatibile solo con un modello organizzativo e di posizionamento sul mercato di tipo “low cost”. Tale posizionamento rischia d’essere deleterio per i Lavoratori, ma anche per clienti quali la Pubblica Amministrazione, le Forze dell’Ordine, le Forze Armate. La strategia dell’Azienda non pare orientata nella direzione dello sviluppo, bensì in quella della perenne riduzione dei costi, anche e soprattutto, attraverso la riduzione del Personale prima con il ricorso massiccio alle dimissioni incentivate ed oggi con l’esternalizzazione di 1 dei 5 call center. Una scelta in antitesi con il percorso che le Aziende più avvedute stanno compiendo, reinternalizzando attività e processi, per poter garantire più elevati livelli di qualità del servizio. Una scelta in controtendenza anche rispetto alle nuove disposizioni legislative (la “Circolare Damiano”, l’AVVISO COMUNE sottoscritto da CGIL CISL UIL e CONFINDUSTRIA) volte alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel variegato quanto precario mondo dei call center. Nello stesso momento in cui la politica cerca di limitare la precarietà, Wind decide di mettere in discussione la sicurezza dei suoi Lavoratori, cedendoli a terzi.


L’esternalizzazione
recentemente dichiarata non ha, del resto, un fondamento industriale bensì finanziario e si pretende che a farne le spese siano i Lavoratori. I costi fissi vengono trasformati in variabili peggiorando verosimilmente la qualità del servizio, con il presumibile fine di porre le premesse per un numero consistente di licenziamenti postdatati. Cosa significa infatti cedere attività e risorse senza un quadro preciso degli assetti industriali? Significa che la quantità di lavoratori da espellere deriva da un calcolo economico di riequilibrio dei conti a breve e non da un progetto industriale a medio termine. WIND merita di più da un Management che in 18 mesi non ha saputo o voluto produrre un piano industriale degno di questo nome. WIND è una Risorsa Nazionale in un settore strategico quale è quello delle Telecomunicazioni. WIND è e deve rimanere un’impresa industriale, per il bene dei suoi Lavoratori e del Paese. Per questo i Lavoratori di WIND si sono mobilitati; per contrastare sul nascere ogni tentativo di spezzatino dell’Azienda, per riaffermare la dignità del proprio lavoro.

Ringraziando il Governo e le Istituzioni per l’interessamento finora dimostrato, ci mobilitiamo e scioperiamo per richiamare l’Azienda alla Responsabilità Sociale d’Impresa. Chiediamo che Wind ritiri o almeno sospenda la cessione di ramo d’Azienda, che abbandoni l’approccio unilaterale finora mostrato ed accolga l’invito ad un confronto vero che entri nel merito delle strategie industriali e non si limiti invece ad una trattativa sulle ricadute sociali di una cessione di ramo d’Azienda che, responsabilmente, continuiamo a respingere.

Apprezziamo infine e facciamo nostra la sollecitazione avanzata in questi giorni dal Ministro delle Infrastrutture affinché si apra subito un dibattito parlamentare sull’assetto societario del Gruppo Wind.

Milano, 22 febbraio 2006

Le RSU WIND di Milano e Sesto S.G.
Le Segreterie SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL di Milano

9 comments February 23rd, 2007

Dettagli manifestazione 26 febbraio

Manifestazione WIND Sesto San Giovanni 26 febbraio 2007

Concentramento ore 9:30 c/o WIND, v.le Edison 18, Sesto Sesto San Giovanni

Partenza corteo ore 10:00

Il percorso pedonale sarà il seguente: si percorrerà viale Edison fino alla fermata della Metro Sesto Marelli, poi a destra in viale Marelli, si proseguirà fino a piazza della Repubblica, poi a destra in via Cesare da Sesto per arrivare in piazza della Resistenza.

Arrivo in piazza della Resistenza ore 11:00 circa e successivi comizi.
Termine della manifestazione alle ore 12:00 circa.
Per chi arriverà in metropolitana (Linea Rossa) la fermata è SESTO MARELLI, in superficie con le linee autobus ATM 51 o 81.

In auto: A4 Autostrada Torino-Venezia: Uscita Sesto San Giovanni-Milano Viale Zara;
Tangenziale Est direzione sud: All’uscita di Cologno Monzese proseguire in direzione Sesto San Giovanni lungo la strada comunale; Tangenziale Est direzione nord:
Dopo l’uscita Gobba prendere la Tangenziale Nord per Como-Torino, prima uscita per Sesto Sud proseguire per viale Italia, via Oberdan e viale Edison. Parcheggio in prossimità di Via Edison 18.

Al termine della manifestazione, dalle 15:30 alle 17:30, si terrà un presidio c/o MONDOWIND di piazza Cordusio (MM1 Cordusio).

52 comments February 22nd, 2007

Damiano atto secondo

Una delegazione di lavoratrici e lavoratori Wind rivede il Ministro Del Lavoro.

In occasione del dibattito “Lavoro Debole” tenutosi ieri presso la Fondazione Corriere della Sera, abbiamo avuto modo di rincontrare il Ministro del Lavoro Cesare Damiano, il quale ha subito riconosciuto le rosse t-shirts “Wind scaricati in un soffio” indossate dai Dipendenti Wind presenti in sala.
In questa occasione, avvertendo che il Ministro sarebbe stato particolarmente predisposto nell’ascoltare prioritariamente gli interventi dei 275, è stata colta la palla al balzo, ponendo le domande chiave di nostro interesse: una su tutte, l’apertura del tavolo congiunto tra i Ministeri (Lavoro, Telecomunicazioni e Attività Produttive), le Organizzazioni Sindacali, Wind ed Omnia.


(il Ministro Damiano con la nostra delegazione, mentre telefona a Bersani)

Inoltre il Ministro ha cordialmente accettato di fermarsi dopo la chiusura del dibattito con i nostri colleghi, per discutere su questo tema.
In particolare è stato fatto notare che la data del 1° marzo è alle porte, e che quindi l’intervento debba giungere per tempo.
Damiano si è mostrato sensibile alla richiesta di anticipare l’apertura del suddetto tavolo e si è messo subito in contatto telefonico con il Ministro Bersani e la Sottosegretaria Rosa Rinaldi.

Da ieri mattina siamo in costante contatto con le Segreterie Ministeriali al fine di ottenere aggiornamenti sulla data e modalità dell’incontro.
Non appena avremo notizie utili sarà nostra cura condividerle con voi.

83 comments February 22nd, 2007

Cinque giorni al 26 Febbraio

E’ da tempo che i preparativi per lo sciopero di lunedì 26 Febbraio a Sesto San Giovanni, piazza del Comune, hanno preso il via e da tutti i siti, anche i più lontani, giungono conferme di sostegno e adesione. A breve pubblicheremo il programma e il percorso della manifestazione chiedendo di diffonderli a quante più persone potete.
Si respira l’aria che c’era alla vigilia dello sciopero del 5 febbraio a Roma, rinvigorita dalla consapevolezza di voler marcare il territorio di Sesto San Giovanni con la ferma volontà di dire no all’esternalizzazione del nostro call center.
Contiamo di essere un’altra volta in tanti ed uniti nel giocare un’altra carta del mazzo certi che non sarà l’ultima.
Dal tavolo verde ci alzeremo a gioco finito, non prima e sicuramente non stanchi.

60 comments February 20th, 2007

Cartoni Animati

Un sentito ringraziamento a Nicola Brusco per aver prodotto questo movie.

13 comments February 20th, 2007

Anche Antonio Di Pietro dice: “cedere sì, ma a chi”?

Telecom, Di Pietro: a governo non importa nazionalità soci

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - Il governo italiano non pone limiti all’eventuale rafforzamento del capitale straniero nell’azionariato di Telecom, se il piano industriale si dimostra affidabile.
Lo ha detto oggi il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, a margine della conferenza stampa successiva alla costituzione della società Concessioni Autostradali Lombarde.

“Come ministro, rappresentante di un partito che sostiene la coalizione, e a nome del governo nel suo complesso, dico che noi siamo europei e non poniamo alcun limite alla proprietà italiana o straniera delle reti pubbliche” ha detto Di Pietro.
“La questione è un’altra: non è che uno straniero possa venire in Italia a fare shopping” ha dichiarato il ministro. “I problemi sono i piani industriali, gli investimenti, la sicurezza e che gli investitori siano affidabili”.
Parlando dell’eventualità di uno scorporo delle reti, il ministro delle Infrastrutture ha infine sottolineato che “quando si trasferisce un bene a un terzo bisogna sapere a chi va”.
Per esempio ero contrario al fatto che Wind andasse in mano ad un soggetto strano legato ad una serie di soggetti strani contigui anche con l’ex rais Saddam“, ha aggiunto.
L’operatore di telefonia Wind è stata ceduta nel 2005 da Enel a Weather Investments che fa capo all’imprenditore egiziano Naguib Sawiris.

Uno Stato- ha proseguito Di Pietro- che deve salvaguardare la propria sicurezza in un settore tanto importante come le Telecomunicazioni, deve sapere chi e’ l’acquirente perche’ potrebbe essere Sawiris ma anche Riina. Io credo che non sia opportuno che lo Stato ceda la proprieta’ di un asset cosi’ importante, ne’ a Toto’ Riina, ne’ ad Abu Omar ne’ ad un faccendiere qualsiasi. In quest’ottica la cessione di Wind andava valutata con piu’ attenzione“.

La cessione da parte di Enel della societa’ telefonica, secondo Di Pietro, andava esaminata “sia con riferimento al faccendiere, o meglio all’intermediario che ha fatto da tramite per i suoi trascorsi giudiziari, sia per il costo, superiore alle normali commissioni, sia per l’opportunita’ che uno Stato per vendere propri asset non abbia bisogno di ricorrere ad intermediari, basta metterlo in gara”.
“Quella vicenda desta anche interrogativi in ordine all’assetto societario finale” ha concluso Di Pietro.

Da Wind e Weather non è stato possibile avere commenti.

Per quanto riguarda la cessione della rete Telecom “l’Italia deve sapere se dietro le reti c’è grande un imprenditore o un Totò Riina o un Bin Laden della situazione”, ha aggiunto Di Pietro.
Riferendosi al suo parere negativo in occasione del progetto di fusione tra Autostrade e Abertis, secondo Di Pietro quel caso “non era conveniente per il Paese. Non importa il nome dell’investitore ma il progetto industriale” ha ribadito.

13 comments February 19th, 2007

Settimana finita, polemica anche.

Immaginare non è complicato. Formarsi nella mente una persona, un gesto o qualcosa che non esiste non è difficile. Ben diversa è la realtà che offre infinite possibilità d’azione non sempre facili da interpretare e da affrontare. La realtà va così oltre da poter trasformare la verità in menzogna o addirittura in silenzio. Non diamo per scontato però che dietro silenzio e menzogna si nascondano ignoranza o una certa forma di qualunquismo.

Abbiamo zittito un post che raccontava un fatto realmente accaduto in questi giorni al call center solo per non darla vinta a chi, usando minacce esplicite, intende disgregare il fronte dei 275 out. Siamo stati costretti a guardare altrove e stendere un velo pietoso su chi non ha la forza di opporsi ad un’ esternalizzazione ingiusta, motivata unicamente da scopi di lucro.

Trenta denari non è un post cancellato. Trenta denari è una triste giornata che difficilmente dimenticheremo. Possono portarci a cancellare un post, cronaca di un fatto realmente accaduto, ma nessuno può cancellare dalla nostra memoria le gesta di chi un giorno sta sul melo e un giorno sul pero. Noi abbiamo un problema che non deve trasformarsi in una cassa di risonanza per diatribe altrui nè essere strumentalizzato verso finalità che non ci interessano.

Il blog e il sito sono e resteranno baluardi dove, democraticamente e civilmente, continueremo a scambiarci idee, consigli e informazioni, e a perpetrare unicamente l’obiettivo che noi lavoratori abbiamo in comune.

Venite a Sesto ad innalzare la vostra bandiera. Innalzandola direte: noi aiutiamo voi a raggiungere il vostro obiettivo.

Ma se vorrete che la vostra bandiera svetti pià alta delle altre, che il vento soffi solo su di lei, se lo scopo del vostro aiuto è farci dire che la vostra bandiera è la più bella, noi la strapperemo dal cancello, specialmente se il prezzo dell’aiuto che ci fornite è troppo caro, come il silenzio.

Il caso è chiuso, andiamo avanti.

7 comments February 18th, 2007

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